La riproduzione
Il Canarino domestico ha origine dal canarino selvatico, la cui denominazione scientifica è "serinus canarius".
Il freddo inverno sta per terminare. Le giornate si allungano sempre più ed i
raggi del sole, maggiormente luminosi ed intensi, rendono mite la temperatura. I
maschi, tenuti separati dalle femmine, cantano con insistenza e si rincorrono
rissosi per imporre il proprio dominio territoriale. Le femmine danno segni di
irrequietezza, si muovono animatamente alla ricerca di materiale utile alla
costruzione del nido e, con voce mutata, rispondono ai richiami dei maschi.
La primavera è alle porte e questi comportamenti stanno ad indicare che la
stagione degli amori sta per cominciare. Come affrontare nel migliore dei modi
l’affascinante avventura della riproduzione?
Gli specialisti in canarini di colore mettono a disposizione di tutti gli
appassionati novizi canaricoltori la loro esperienza, fornendo alcuni
suggerimenti utili ad apprendere i rudimenti dell’affascinante pratica
dell’allevamento dei canarini di colore.

Nel periodo che precede la riproduzione è necessario compiere una accurata pulizia dei locali e delle gabbie in cui saranno alloggiati i riproduttori. Analogo discorso vale anche per tutte le attrezzature che direttamente o indirettamente verranno a contatto con gli stessi. In particolare: - le pareti dovranno essere tinteggiate aggiungendo al prodotto utilizzato (tempera, vernice lavabile, ecc.) un additivo che contiene sostanze che evitano la formazione di muffe (acquistabile presso gli stessi rivenditori di vernici); Se il numero di soggetti che occupano la stanza non è elevato (una due coppie) e/o non si vuol procedere alla tinteggiatura, si potrà spruzzare sulle pareti della candeggina (avendo cura di riguardarsi gli occhi, di non imbrattarsi gli abiti di tale prodotto e di tenere lontani i canarini) o, meglio, acqua contenente sali quaternali di ammonio
- i pavimenti andranno lavati a fondo, avendo cura di rimuovere lo sporco presente negli angoli e nei luoghi di più difficile accesso; il pavimento dovrà essere lavato con maggior frequenza in tutto il periodo della cova (non occorre utilizzare prodotti costosi). Tale frequenza dipenderà dal numero di coppie poste in riproduzione;
- i mobili eventualmente presenti dovranno essere rimossi e puliti a fondo usando sempre dei disinfettanti; - le gabbie (con relativo cassetto in plastica o ferro zincato) , le griglie di fondo e i separatori dovranno essere immersi in acqua calda contenente sali quaternali d'ammonio e tenuti in ammollo per un paio d'ore. Successivamente, utilizzando una spugna con rete, dovranno essere rimossi tutti i residui di feci ancora presenti;
- beverini, mangiatoie, posatoi, nidi, portanidi, ecc, dovranno essere tenuti in
ammollo in acqua calda con sali quaternari d'ammonio per un ora e
sciacquati abbondantemente. Solo così sarà possibile ridurre,
sensibilmente, il microbismo ambientale presente nei luoghi di allevamento.
La fase di allevamento dovrà essere caratterizzata, oltre che dalla
costante pulizia
delle attrezzature, da un'accorta igiene delle persone che maneggiano le
attrezzature ed i mangimi destinati ai canarini (ad es.: lavarsi le mani prima
di maneggiare le attrezzature ed evitare di starnutire quando si stanno
somministrando o si preparano i mangimi). Dopo aver provveduto a rendere il più
salubre possibile l’ambiente in cui avverrà la riproduzione dei canarini, si
rende necessario porre gli stessi in condizioni fisiche tali da affrontare nel
miglior modo questo evento, nel corso del quale è richiesto un notevole
dispendio energetico.
Entrambi i genitori dovranno essere alimentati in modo da assumere quelle
sostanze che consentiranno alla prole di venire al mondo sana e vigorosa.
Quest’ultimo aspetto riguarda molto più la femmina che il maschio. La
prima, infatti, sarà l’artefice e la custode degli elementi vitali che
costituiranno i futuri embrioni.
Il tuorlo dell’uovo è prodotto dal fegato della madre e costituisce
l’alimento di cui si nutrirà il nuovo zigote fino a quando lo stesso non romperà
il guscio dell’uovo per venire alla luce.
Deficienze alimentari ovvero microcarenze vitaminiche (dovute ad una dieta
non bilanciata) patite durante la formazione dell’uovo all’interno
dell’organismo femminile sono causa, molto spesso, di mortalità nella fase
centrale dell’incubazione o di incapacità degli embrioni di uscire dall’uovo per
mancanza di vitalità.
Per scongiurare queste spiacevoli evenienze è bene somministrare:
- un complesso multivitaminico nell’acqua da bere;
- del pastone integrato da vitamine in polvere.
Questo regime alimentare deve avere inizio 15 giorni prima del presunto
accoppiamento.
Inoltre, bisognerà controllare la capacità di germinabilità dei semi
secchi. Se i semi somministrati germinano in misura inferiore al 90% è segno che
gli stessi sono vecchi e, pertanto, hanno uno scarso contenuto in termini di
apporto nutrizionale. Non solo, i semi grassi potrebbero essersi irranciditi e
causare problemi intestinali spesso seri, con complicazioni a carico del fegato.
Si è detto dell’importanza di una buona condizione della femmina, e il
maschio? Beh, è bene che anche lui sia in ottima salute, dovendo spendere
anch’esso notevoli energie (anche il canto comporta un elevato consumo di fonti
energetiche). Il suo apporto sarà utile sia nella fase dell’accoppiamento (il
50% del suo corredo genetico sarà trasmesso ai figli) che in fase di crescita e
svezzamento della prole.

Sempre nel periodo che precede l’accoppiamento è utile la somministrazione del
grit il quale contiene il carbonato di calcio ed i sali minerali (ferro,
magnesio, ecc.) di cui è costituito il guscio dell’uovo.
Questo apporto dietetico consentirà una buona formazione dell’involucro
del prezioso contenuto (tuorlo ed albume) da cui prenderà vita una splendida
creatura.
Gusci di sottile composizione, ottenuti per eventuale deficit delle
materie di cui gli stessi sono composti, possono facilmente incrinarsi
compromettendo la nascita dell’embrione ivi custodito.
Importante, inoltre, è il naturale isolamento del pulcino dall’ambiente
esterno, condizione che solo un guscio del giusto spessore è in grado di
garantire.
La funzione svolta dal grit può essere surrogata dall’osso di seppia. E’
di estrema importanza che entrambi gli alimenti siano stati opportunamente
trattati al fine di eliminare la presenza di microrganismi patogeni (leggere
l’etichetta apposta sulla confezione del prodotto).
Alcuni allevatori sono soliti somministrare gusci d’uovo triturati
finemente, preventivamente sterilizzati mediante bollitura. Coloro i quali
allevano un congruo numero di coppie si astengono dall’impiegare tale alimento
la cui preparazione comporta gran dispendio di tempo.

Alcuni allevatori sono soliti somministrare farmaci nel periodo che precede gli
accoppiamenti al fine di prevenire l’insorgenza di malattie ovvero contrastare
eventuali patologie in atto, ancora latenti.
Questo comportamento è quanto mai deprecabile ed inutile: i farmaci devono
essere somministrati solo a giusta ragione, quando si conosce l’esatta malattia
che ha colpito i nostri volatili. L’uso improprio di antibiotici è solo dannoso.
Si osserva, infatti, che solo le vaccinazioni hanno la capacità di preservare
dalle malattie il vaccinato (a lungo o per sempre), mentre i medicinali hanno
solo effetto temporaneo e, quindi, le patologie per le quali sono stati
somministrati potrebbero manifestarsi anche a distanza di breve tempo.
Alcuni medicinali, inoltre, permangono per lunghi periodi nei tessuti
dell’organismo degli animali che li hanno assunti ed in particolare vanno ad
interessare il fegato dell’uccello che è l’organo deputato a produrre il tuorlo,
quanto a dire il nutrimento dell’embrione nella sua fase di crescita all’interno
dell’uovo.
E’ facile intuire, quindi, che se nell’uovo ci fosse un contenuto troppo
elevato di sostanze medicinali, l’embrione potrebbe morire per intossicazione.
Ultima considerazione: una dose eccessiva di farmaco potrebbe provocare la
morte dei riproduttori o la loro sterilità temporanea o permanente.
Quali sono le malattie che più di altri potrebbero interessare i
riproduttori nella fase che precede l’accoppiamento? E’ questa una domanda che
spesso viene formulata ed alla quale non è possibile fornire una risposta
esauriente. Le malattie sono tante e, in linea di massima, non hanno particolari
periodi di diffusione, ma possono manifestarsi in qualsiasi momento nel corso
dell’anno. Per esperienza è possibile dire che ci sono due patologie che
potrebbero interessare i canarini ed essere asintomatiche nella fase che precede
la cova, per poi “scatenarsi” nel periodo di maggiore stress quale può essere
quello dell’alimentazione dei pullus: la candida e la coccidiosi. Entrambe
possono essere diagnosticate con una semplice analisi delle feci e curate senza
problemi.